Negli ultimi mesi, il panorama dell’identità digitale ha subito un’importante trasformazione che coinvolge milioni di cittadini. Il servizio SPID gestito da Poste Italiane, tradizionalmente il più scelto dagli utenti per accedere ai portali della Pubblica Amministrazione, ha visto l’introduzione di un canone annuale per la sua fruizione, modificando radicalmente le abitudini digitali degli italiani. Ora gli utilizzatori dovranno conoscere nuove regole e modalità di gestione della propria identità digitale per evitare addebiti indesiderati e garantire continuità nell’accesso ai servizi digitali pubblici e privati. Comprendere cosa cambia e quali opzioni restano disponibili è d’obbligo per chi intende gestire con consapevolezza la propria presenza digitale.
Quando e perché lo Spid di Poste Italiane diventa a pagamento
Dal 1° gennaio 2026, Poste Italiane ha introdotto un canone annuo per l’utilizzo del suo servizio SPID (denominato PosteID), fissato a 6 euro l’anno, IVA inclusa. Questa modifica riguarda sia i nuovi utenti sia chi ha attivato il servizio negli anni precedenti, con un’importante distinzione: la tariffa scatta solo dal secondo anno di utilizzo. Per le nuove attivazioni, infatti, il primo anno resta esente da costi. Sono invece chiamati a pagare coloro che, alla data di entrata in vigore della modifica, avevano già superato il periodo promozionale.
Le motivazioni alla base della scelta portano a ragioni di sostenibilità dei costi di gestione. Nel settore delle identità digitali, la gestione di milioni di credenziali richiede investimenti continui in infrastrutture tecnologiche, sicurezza informatica e assistenza agli utenti. Il blocco dei fondi statali destinati ai provider dal 2023 fino al 2025 ha reso necessari adeguamenti economici. Altre aziende come Aruba e Infocert già applicavano tariffe analoghe.
È importante sottolineare che sono previste specifiche esenzioni dal pagamento del canone: minorenni, cittadini con almeno 75 anni, residenti all’estero e titolari di SPID a uso professionale continueranno a usufruire del servizio gratuitamente.
Come recedere dallo Spid di Poste Italiane senza penali
Il passaggio a un servizio a pagamento non è vincolante: ogni utente può decidere di non aderire alle nuove condizioni economiche. La normativa e le condizioni contrattuali aggiornate previste dal provider, infatti, riconoscono il diritto di recedere dal servizio senza costi aggiuntivi né penali entro 30 giorni dalla comunicazione della variazione contrattuale, oppure entro 30 giorni dalla scadenza del primo anno di gratuità per i nuovi utenti.
Questa possibilità di disdetta è esplicitamente prevista in coerenza con le regole generali di trasparenza contrattuale. Per i già possessori della credenziale digitale, il recesso tempestivo evita qualsiasi addebito relativo al rinnovo successivo. A tal fine, è fondamentale procedere:
- prima della scadenza del termine di recesso
- utilizzando le modalità riconosciute (online tramite area riservata, via PEC o raccomandata A/R)
Non sono richiesti pagamenti integrativi, costi occulti o saldi di tipo retroattivo se la disdetta viene esercitata nei tempi previsti. Nel caso in cui l’utente lasci passare il termine, la sospensione della credenziale non comporta la chiusura automatica, ma potrebbe rendere necessario il saldo del canone per riattivare o completare la cessazione. In caso di dubbi, è utile consultare le condizioni generali di servizio pubblicate da Poste Italiane.
Sottolineare la tempistica è essenziale: soltanto chi agisce secondo le tempistiche stabilite dalla comunicazione ha la possibilità di evitare oneri.
Procedure passo-passo per disdire lo Spid PosteID: online, via PEC e raccomandata
Per effettuare la disdetta del servizio SPID tramite PosteID esistono diverse procedure. Ecco una panoramica operativa delle modalità ammesse:
- Disdetta online tramite area personale:
Accedere al sito ufficiale di PosteID con le proprie credenziali, entrare nell’area riservata, selezionare la sezione “I tuoi dati” o “Impostazioni” quindi individuare la voce “Cancellazione Identità Digitale”, in fondo alla pagina. La conferma dell’operazione richiede l’inserimento di un codice di sicurezza ricevuto via SMS, a garanzia della volontà dell’utente di chiudere definitivamente la credenziale. - Revoca via Posta Elettronica Certificata (PEC):
Inviare una richiesta, firmata digitalmente o scansionata, all’indirizzo posteitaliane@pec.posteitaliane.it. La PEC costituisce valore legale, quindi è basilare assicurarsi di specificare i dati identificativi, il riferimento all’identità SPID e la richiesta di revoca. - Raccomandata A/R:
Scaricare il modulo di revoca dal sito di Poste Italiane, compilarlo in ogni sua parte e spedirlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a “Poste Italiane S.p.A. – Servizi di Certificazione Digitale, Via di Tor Pagnotta 2, 00143 Roma”. Ricordare di allegare copia di un documento valido e del codice fiscale.
Seguendo queste procedure, la revoca verrà presa in carico generalmente entro pochi giorni lavorativi. Al termine dell’iter, Poste Italiane invia un riscontro formale della chiusura dell’identità digitale.
In caso di dubbi, l’assistenza clienti di Poste Italiane può chiarire ogni aspetto relativo alle modalità di recesso, anche per utenti meno esperti.
Diritti degli utenti e tempistiche per il recesso
In un contesto di trasparenza e tutela del consumatore, le nuove regole prevedono precise garanzie per chi desidera recedere. Ogni utente ha diritto di:
- ricevere comunicazione formale delle condizioni economiche e delle modifiche contrattuali
- esercitare il recesso senza spese entro 30 giorni dalla comunicazione della variazione o dalla scadenza del periodo promozionale
- ottenere conferma scritta dell’avvenuta cessazione della propria identità digitale
Importante notare che la sospensione della funzionalità non avviene istantaneamente: l’identità digitale resta formalmente attiva fino alla scadenza annuale e, in caso di mancato rinnovo, risulta sospesa per 24 mesi. In questo periodo non sarà possibile utilizzare lo SPID finché non si regolarizza il pagamento; trascorsi i 24 mesi, la posizione si chiude irreversibilmente.
Alternative gratuite allo Spid di Poste Italiane: provider e CIE
A seguito delle nuove condizioni economiche fissate da Poste Italiane, l’interesse verso soluzioni a costo zero è in aumento. Restano disponibili sul mercato:
- Identity provider che offrono lo SPID gratuitamente: tra i principali, Sielte, Namirial, Lepida, EtnaID, InfoCamere, Tim ID e Intesi Group. Questi gestori consentono l’emissione o il mantenimento dell’identità digitale senza canone annuo o con modalità promozionali riservate a specifiche categorie o modalità di attivazione (ad esempio tramite CIE, CNS o firma digitale).
- Carta d’Identità Elettronica (CIE): rappresenta un’alternativa pubblica e gratuita per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Utilizzando la CIE insieme al PIN personale e all’applicazione CIE ID su smartphone o PC, si può usufruire degli stessi servizi raggiungibili tramite SPID, con una sicurezza equiparata dal punto di vista normativo e legale.
La migrazione verso un nuovo provider gratuito non comporta interruzioni nell’accesso ai servizi digitali, a patto che si provveda ad attivare prima la nuova identità e a revocare quella precedente solo successivamente. In questo modo si preserva la continuità operativa ed evita di trovarsi temporaneamente senza credenziali valide.
Consigli pratici per la transizione e per mantenere l’identità digitale attiva
Affrontare la transizione tra provider o valutare alternative all’identità digitale di PosteID richiede qualche semplice accorgimento per evitare disservizi o errori:
- Attivare prima la nuova identità digitale (presso altro gestore o tramite CIE) prima di chiudere quella di Poste Italiane
- Verificare che l’accesso ai principali portali pubblici e privati sia garantito dal provider scelto
- Consultare attentamente le condizioni contrattuali di ogni gestore per comprendere eventuali limiti, costi o restrizioni future
- Preparare con anticipo la documentazione necessaria (carta d’identità, codice fiscale, indirizzo e-mail attivo, smartphone per ricezione dei codici di sicurezza)
Per chi è meno esperto, diventa utile consultare le FAQ e i servizi di assistenza dei nuovi provider. In caso di dubbi sulle tempistiche, è raccomandabile procedere alla revoca con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza effettiva per evitare addebiti o sospensioni involontarie.










